Disturbi affettivi

La depressione fa parte dei disturbi del tono dell’umore, che vengono solitamente distinti tra “disturbi unipolari”, ovvero Disturbo Depressivo Maggiore e Disturbo Distimico e “Disturbi Bipolari” (Bipolare I, Bipolare II e Disturbo Ciclotimico).
Essa può assumere la forma di un singolo episodio transitorio -si parlerà quindi di “episodio depressivo”, solitamente a seguito di un lutto o di un momento particolarmente stressante- oppure di un vero e proprio disturbo.
Vediamo nel dettaglio come si manifestano le diverse sindromi depressive:

Depressione Maggiore: è un grave disturbo che presenta caratteristiche di persistenza e può interferire pesantemente sul modo di pensare di un individuo, sul comportamento, l’umore, l’attività ed il suo benessere fisico. Fra tutte le patologie la Depressione Maggiore è la più frequente causa di invalidità in molti Paesi sviluppati e le donne ne sono colpite in numero doppio rispetto agli uomini (si pensi anche alla depressione Post-partum).

Se non curata la depressione può portare al suicidio.

I sintomi della Depressione Maggiore sono caratterizzati da importanti cambiamenti nelle abitudini della persona:

– Umore triste o irritabile
– Importanti variazioni del ritmo sonno-veglia, dell’ appetito e del movimento
– Difficoltà di concentrazione e di memoria
– Lentezza dei movimenti o agitazione
– Mancanza di interesse o piacere nelle attività che invece prima interessavano
– Senso di colpa persistente e senso di vuoto
– Pensieri ricorrenti di morte o di suicidio
– Sintomi fisici persistenti che non rispondono alle cure come mal di testa, problemi gastrici, dolori muscolari

Distubo Distimico: è abbastanza comune nella popolazione generale, purtoppo anche nei bambini. E’ considerato una forma di depressione maggiore più lieve e spesso coesiste con altri disturbi mentali soprattutto i disturbi d’ansia, l’abuso di sostanze e il disturbo borderline di personalità. Ciò che caratterizza il Disturbo Distimico e che lo differenzia dalla Depressione Maggiore e dai Disturbi Bipolari è la mancanza di veri e propri Episodi Depressivi Maggiori ( periodo di due settimane con marcata presenza dei sintomi descritti per la Depressione Maggiore) o di fasi “maniacali”. In effetti la sintomatologia è simile quella della Depressione Maggiore ma si presenta in maniera meno intensa anche se persistente e non per questo meno grave e invalidante. Si può affermare che il disturbo Distimico abbia a che fare molto con la tipologia di personalità del soggetto, cosiddetta “personalità depressiva”.

Disturbo Bipolare: prima di descrivere tale patologia è bene esplicitare la differenza tra Episodio Maniacale e Episodio Ipomaniacale. Nel primo caso si tratta di un periodo della durata di almeno una settimana in cui l’umore è anormalmente elevato. Si evidenziano alcuni dei seguenti sintomi: grandiosità e senso di onnipotenza, diminuito bisogno di sonno, loquacità, fuga delle idee, distraibilità, agitazione psicomotoria, comportamenti eccessivi (shopping compulsivo, promiscuità sessuale, investimenti azzardati, gioco d’azzardo, attività illecite). Nel secondo caso si presenta la stessa sintomatologia ma in forma più lieve e con una durata di almeno quattro giorni. Viene definito Disturbo Bipolare I la condizione patologica in cui è presente un’ alternanza tra Episodi Depressivi Maggiori e fasi Maniacali ; mentre il Disturbo Bipolare II è caratterizzato da Episodi Depressivi Maggiori ed Episodi Ipomaniacali.

Disturbo Ciclotimico: si tratta di una forma depressiva che presenta fasi alterne di Ipomaniacalità ed Episodi Depressivi ma in forma meno invalidante. Necessita comunque di cure adeguate anche perché spesso è precursore del disturbo Bipolare II.

In tutte queste forme depressive l’individuo può presentare periodi di relativa “normalità” tra una fase e l’altra, ma non bisogna mai sottovalutare la gravità di tale patologia, fortemente invalidante a livello affettivo, lavorativo e sociale. Se si pensa di soffrire di una forma depressiva si consiglia vivamente di contattare uno specialista psicologo il quale, insieme agli strumenti di sua competenza, si avvarrà, se necessario, della collaborazione di medici psichiatri.

 
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