Disturbi di Personalità

L’espressione “disturbi di personalità” viene usata per definire “un modello abituale di esperienza interiore e di comportamento che devia marcatamente rispetto alle aspettative della cultura dell’individuo”, provocando modificazioni significative del funzionamento di vita sin dalla prima età adulta, sia nell’ambito delle relazioni interpersonali che nella dimensione intrapsichica.

La prevalenza globale dei disturbi di personalità nella popolazione generale si colloca intorno al 10-13%.
Il DSM-IV-TR suddivide i disturbi di personalità in cluster in base all’affinità di tipo clinico-descrittivo:
– Cluster A “eccentrico”: include i disturbi paranoide, schizoide e schizotipico.
Si tratta di soggetti che presentano per lo più un comportamento strano, bizzarro, eccentrico.
– Cluster B “drammatico”: comprende i disturbi istrionico, narcisistico, antisociale e borderline.
In questi soggetti prevale un comportamento drammatico ed emotivo.
– Cluster C “ansioso”: comprende i disturbi evitante, dipendente ed ossessivo-compulsivo.
Il comportamento è pervaso da una forte ansia ed insicurezza.

La personalità umana è modellata sia da fattori genetici che da influenze ambientali, in proporzione variabile a seconda dei diversi tratti considerati, alcuni con un sostanziale impatto genetico, altri più influenzati dall’ambiente.
Di fatto, è piuttosto improbabile che un disturbo di personalità possa risalire ad una singola causa. Attualmente risulta più accreditata l’ipotesi della multidimensionalità, che postula l’interazione di fattori biologici, fattori psicologici e fattori sociali alla base del disturbo.
Il modello di trattamento più opportuno nell’ambito dei disturbi di personalità è quello che prevede interventi integrati, di tipo farmacologico, psicoterapeutico, e psicosociale soprattutto in corrispondenza delle situazioni di crisi.
Gli interventi dovrebbero mirare al contenimento delle dimensioni sintomatologiche e a riposizionare le tendenze disadattive attraverso l’apprendimento di nuove modalità di comportamento.

 

Il Cluster A “eccentrico”,comprende:

Il disturbo paranoide di personalità – La persona affetta da questo disturbo è ipervigile, incapace di rilassarsi, e alla ricerca di significati nascosti che possano giustificare l’ostilità percepita nell’ambiente e nelle relazioni interpersonali. Si sente costantemente minacciato, ed attribuisce agli eventi significati negativi e agli altri intenzioni malevoli, percepisce le critiche come un affronto, e reagisce di conseguenza con indignazione, rabbia, e spesso con vendicatività ed aggressività. Il suo stile cognitivo è rigido, inflessibile e caratterizzato da un’attenzione indagatrice.

Il disturbo schizoide di personalità – La persona affetta da questo disturbo ha scarso o nessun desiderio di entrare in relazione con gli altri. Spesso non ha amici nè confidenti, raramente si sposa o si fidanza, preferisce dedicarsi ad attività solitarie. Sul piano affettivo appare generalmente fredda, formale, distaccata, indifferente agli affetti e alle relazioni umane profonde.

Il disturbo schizotipico di personalità – La persona affetta da questo disturbo presenta un comportamento strano ed eccentrico, associato spesso a credenze strane o a un pensiero magico che influenzano il comportamento e che sono in contrasto con le norme subculturali, determinando evidenti difficoltà di adattamento e disagi relazionali. Il rapporto della persona con la realtà può essere alterato anche da episodi psicotici transitori.

 

Il Cluster B “drammatico”, comprende:

Il disturbo antisociale di personalità – La persona affetta da questo disturbo presenta un comportamento socialmente irresponsabile, che può dare origine ad azioni sadiche o violente, trascurando i diritti degli altri, le regole morali, i sentimenti di lealtà, di rimorso e di colpa. Si tratta di persone impulsive, incapaci di pianificare, irritabili, aggressive, prive di rimorso, il cui comportamento spesso può violare le leggi del diritto con conseguenti sanzioni penali.

Il disturbo borderline di personalità – La persona affetta da questo disturbo presenta un marcata instabilità della regolazione affettiva, del controllo degli impulsi, delle relazioni interpersonali e dell’immagine di Sé, con repentini cambiamenti d’umore e prevalenti sentimenti di rabbia. In genere ha una sessualità promiscua, che spesso si accompagna ad abuso di sostanze. Le relazioni interpersonali sono instabili, intense ed ambivalenti, caratterizzate da profonda paura di abbandono anche per separazioni solo temporanee. In periodi particolarmente stressanti possono insorgere esperienze dissociative e sintomi psicotici transitori.

Il disturbo istrionico di personalità – La persona affetta da questo disturbo presenta un’eccessiva preoccupazione per l’aspetto, la ricerca di attenzioni e mostra un comportamento intensamente emotivo, drammatico, quasi teatrale. Nelle relazioni personali prevale il bisogno di attenzione, ammirazione e rassicurazione, tuttavia quando questi desideri vengono frustrati, possono affiorare profondi sentimenti di inadeguatezza e di angoscia, che in casi limite possono condurre a gesti lesivi o tentativi di suicidio a scopo dimostrativo.

 

Il Cluster C”ansioso”, comprende:

Il disturbo evitante di personalità – La persona affetta da questo disturbo presenta un’ansia ed un disagio eccessivi,che investono i contesti sociali e le relazioni intime, come conseguenza del timore della disapprovazione, del rifiuto, del ridicolo. Generalmente manifesta una scarsa stima di Sé ed una marcata sensibilità alla critica, sia reale che immaginaria, che lo porta ad evitare le attività che lo espongono al giudizio degli altri. Spesso può apparire goffo, imbarazzato e inetto.

Il disturbo dipendente di personalità – La persona affetta da questo disturbo presenta una necessità pervasiva di cure e accudimento da parte degli altri, che conduce ad un comportamento eccessivamente sottomesso e remissivo. I dubbi sulle proprie capacità, la mancanza di autostima e un senso di debolezza e vulnerabilità inficiano ogni tentativo di autonomia; sul piano relazionale tende a legarsi a figure “potenti” verso le quali manifestano un’eccessiva remissività allo scopo di evitare l’abbandono, tende inoltre a delegare le decisioni e rifiuta di assumersi le responsabilità. Generalmente, la fine di una relazione rappresenta un serio fattore di stress, cui la persona reagisce cercando freneticamente un altro legame che rimpiazzi, con le stesse caratteristiche, quello perduto.

Il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità – La persona affetta da questo disturbo presenta uno stile di vita improntato all’ordine, alla disciplina, al rigore, che spesso impone non solo a se stesso, ma anche agli altri. Per questo, appare rigido, inflessibile, scrupoloso, perfezionista nelle dimensioni della vita affettiva, sociale e lavorativa. Questa modalità inflessibile di essere, generalmente, non corrisponde ad un livello di performance superiore, piuttosto può risultare improduttiva e rivelarsi uno stile di funzionamento disadattivo, nell’eccessiva attenzione per i dettagli con la perdita dello scopo finale. Le dinamiche del dovere e del controllo appaiono centrali a scapito degli aspetti emotivi e relazionali, che vengono spesso giudicati caotici ed illogici.

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